Just a Slow Traveler

Travel list e slow travel

Sommario

Grazie all’utilizzo di qualche strumento e metodo di programmazione, ogni momento evasivo si può trasformare in un’esperienza arricchente soprattutto quando lo slow travel è il tuo stile di viaggio. Impara a trasformare il tuo viaggio slow in un momento di crescita personale grazie all’utilizzo consapevole della travel list.

Travel list e slow travel

Pianificare e viaggiare sono due verbi che vanno a braccetto. Infatti, come ogni attività che prevede spostamenti, anche viaggiare richiede una pianificazione precisa e metodica.

Voglio condividere con te alcuni consigli per pianificare un viaggio lento utilizzando una travel list, affinché tu possa trarre ispirazione per le tue prossime avventure ed esperienze slow.

Se deciderai di approcciarti allo slow travel senza la paura che questo stile possa trasformare un viaggio in un semplice bighellonare qua e là, riuscirai a comprendere quanto ogni occasione che saprai ritagliarti potrà essere un momento di crescita importante. E ogni esperienza di viaggio sarà un’opportunità unica per vivere profonde emozioni.

Se fai parte di quella cerchia di persone che pensa che slow travel sia sinonimo di noia e pisolini sparsi, vedrai che non è affatto così. A meno che tu non decida di avere bisogno di relax. In questo caso bisognerà organizzare ad hoc questo momento perché viaggiare slow non significa non muoversi e non vedere niente, ma piuttosto muoversi con consapevolezza e scoprire tanto di più.

Quando un viaggio si può considerare lento

Un viaggio per essere considerato lento dovrebbe essere pensato come un percorso, più o meno lungo, che permetta di vivere esperienze significative dal punto di vista umano, culturale, artistico, personale. Questo approccio è perfetto per potersi “portare a casa” un patrimonio immateriale utile alla nostra crescita, al nostro benessere e alla nostra consapevolezza.

Tenendo sempre bene a mente le attitudini e i piaceri personali.

Mi piace considerare il viaggio lento un po’ come un’esperienza minimalista: intensa ma priva di smania ed elementi distraenti e fuorvianti, che permetta anche di cambiare rotta ed uscire dalla travel list senza per questo creare insoddisfazione e malumore.

Trova del tempo per pianificare il tuo progetto

Trovare il tempo per pianificare il tuo viaggio lento, è proprio la prima parte del viaggio stesso.

Se viaggiare lentamente significa trovare esperienze autentiche e significative, è del tutto inutile iniziare a pensare a milioni di luoghi nei quali recarsi. Te ne parlo perché l’ho vissuta come esperienza personale.

Un tempo io facevo proprio così! Iniziavo ad enunciare una quantità di luoghi, anfratti, idee, itinerari, curiosità ed esperienze, tali da spaventare chiunque l’avesse dovuta ascoltare, me per prima. All’inizio non è stato facile farle capire che quanto più avrei visto tanto meno avrei portato a casa in termini di significativo arricchimento.

La voglia di crescere e sentirmi meglio mi hanno premiata, e ad oggi, da liste di viaggio deliranti ed interminabili sono finalmente passata a piani di viaggio ragionati, utili, mirati ed arricchenti.

Cosa significa fare slow travel

Per chi fa slow travel, il significato degli spostamenti sta nel trovare esperienze di viaggio autentiche e significative che permettano di prendersi il tempo per vivere un luogo o un’esperienza.

Se ti stai chiedendo di più sulle basi del viaggio lento dai un’occhiata a quello che intendo io dopo aver deciso di abbracciare questo stile per imparare a vivere il viaggio in maniera profonda ed immersiva.

La slow travel list

E’ vero che ho appena affermato che non devi avere una lista chilometrica di posti da vedere o esperienze da fare se ami lo slow travel, ma ciò non significa che non si debba avere affatto una lista.

Quando pensi ad una località, desideri vedere qualcosa o hai voglia di fare un’esperienza, il tuo pensiero deve concentrarsi prima di tutto sulle ragioni che hanno suscitato in te questa voglia o necessità.

Ed è qui che entra in gioco la famosa travel list.

Ci sono tre domande che mi faccio prima di pianificare un viaggio. E sono quelle fondamentali per capire:

  • perché la travel list è necessaria anche per chi viaggia slow
  • perché è meglio creare una travel list dinamica, attiva e non limitante

Prima domanda: perché ho scelto proprio questa esperienza

Le motivazioni per le quali si sceglie una meta, possono essere molteplici, ecco perché è importante conoscerle consapevolmente e in anticipo. Da queste dipenderà tutto il viaggio e anche la ricerca. Una volta trovata la risposta, annoto qualsiasi informazione che possa essere tecnicamente utile, sulla mia travel list. In fondo sono una viaggiatrice lenta e non disorganizzata!

Lo scopo principale di rallentare in viaggio è proprio quello di godersi la meta raggiunta.

Un museo da visitare, un borgo da esplorare, un cibo particolare di gustare, una latitudine mai raggiunta, la scoperta di un territorio in bici, sono esempi di idee di viaggio lento e che chiaramente necessitano di essere organizzati al pari di una vacanza o una visita tradizionale.

Seconda domanda: quanti giorni dedicherò alla nuova esperienza

Sembra scontato, ma per chi come per me viaggiare è sinonimo di fare un’esperienza significativamente importante, il tempo a volte è amico e a volte no. Tutto si riduce ad un’organizzazione consapevole di questo parametro.

Nello specifico della mia esperienza di viaggio, avere più tempo non significa automaticamente vedere più cose. Anzi, spesso l’avere più giorni a disposizione mi mette nella condizione di dilatare i tempi di permanenza in un luogo per entrare nel mood del luogo stesso per viverlo più in profondità nella sua natura che nella varietà delle sue offerte. Solo in un secondo momento penso alla necessità di aumentare, diminuire e variare le esperienze da fare.

Parlare con gli abitanti del luogo, aspettare il giorno del mercato settimanale, attendere l’alba più bella, rifare una passeggiata con altri occhi, provare come si passa la domenica in un altro paese e così via, sono solo una minima parte delle cose che amo fare e provare quando sono in viaggio. Queste mi permettono di portare a casa un tesoro inestimabile di emozioni spesso molto difficili da replicare o da raccontare ma incredibilmente arricchenti da vivere.

Ed è possibile farle perché la mia travel list è consapevolmente dinamica ed elastica, senza limiti od obblighi.

Terza domanda: in quale stagione effettuerò l’esperienza

E qui entriamo nel vivo delle differenze con il viaggio o vacanza tradizionali. Sì, perché per me slow travel significa anche evitare il caos e i grandi afflussi turistici per riuscire a vivere i luoghi fuori stagione salvo che per alcune esperienze particolarmente tipiche quali vendemmie, fiere, mostre speciali, eventi specifici e fenomeni naturali che necessitano del giusto periodo per essere trovati e vissuti.

A tal proposito potresti trovare interessante l’articolo dedicato al foliage in Piemonte.

Spesso il viaggiare fuori stagione richiede spirito di adattamento e qualche attenzione in più dovuta magari al clima o a chiusure stagionali di alcuni siti. Ma l’aria che si respira quando non c’è ressa e confusione non ha eguali, e permette di assaporare quei momenti di “normalità” che nei periodi di turismo più intenso è quasi impossibile.

Secondariamente, chi viaggia fuori stagione crea meno impatto sui luoghi che raggiunge, fatto non da poco considerati i problemi che si stanno vivendo dal punto di vista della sostenibilità e dell’ecologia.

Trova il tuo stile

Queste sono le 3 principali domande che mi pongo prima di iniziare un viaggio. E secondo me bastano a far capire che una travel list, dinamica e poco limitante, è proprio necessaria anche per chi ama lo slow travel.

Nell’ottica della filosofia slow, ci si ritrova per forza ad essere anche minimalisti perché è proprio all’interno di questo approccio che si riesce a trovare le risposte che si cercano quando si viaggia. Perché generalmente sono proprio le risposte che ogni viaggiatore cerca quando si muove.

Nel viaggio non è più solo lo spazio che si ricopre ad essere importante ma è il momento che si vive ad avere un senso. E questo l’ho capito nel tempo, negli anni e nei viaggi.

Ma ciò non esclude che la programmazione sia solo uno dei pilastri che reggono tutto il sistema, perché dietro ad un viaggio lento c’è molto da scoprire e molto a cui pensare.

Un viaggio lento è un po’ come quelle ricette di una volta, con pochi ingredienti: passione, pazienza, consapevolezza, rispetto. E ogni viaggio diventa un’esperienza di vita. Uno slow travel.

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