Just a Slow Traveler

Scoprire sé stessi in viaggio: l’emozione di un viaggio lento

Sommario

Viaggio da sempre. Sono partita e ritornata mille e più volte. All’avventura, con amici, da sola e in qualche occasione anche per obbligo. E quello che ha sempre accomunato questi miei movimenti è la sensazione che andar via mi permetta di sentirmi bene. E come tutti, anche io in passato mi sono chiesta se è veramente possibile scoprire sé stessi in viaggio o se si viaggia con l’intenzione di scoprire sé stessi. Oggi conosco la risposta a questa mia domanda e voglio condividerla.

Scoprire sé stessi in viaggio

Viaggio e riscoperta di sé. Un binomio imprescindibile. E sempre molto attuale.

Non a caso quando si parla di ricerca interiore abbinata ai viaggi, ci si avvale degli aforismi per rappresentare la ricerca stessa. Queste meravigliose citazioni senza tempo, infatti, esprimono mille verità senza troppi giri di parole, e lasciano spazio all’immaginazione e all’interpretazione personale. 

Perciò voglio iniziare il mio pensiero condividendo questa meravigliosa citazione dello scrittore e aforista italiano naturalizzato argentino Antonio Porchia (Voces, 1943),che racchiude l’essenza della mia ricerca interiore in fatto di viaggi e consapevolezza di sé:

“Il viaggio: un partire da me, un infinito di distanze infinte e un arrivare a me”.

Bellissima vero?

Il viaggio come scoperta di sé stessi o scoprire sé stessi in viaggio?

Probabilmente la saggia verità sta nel mezzo. Ma ad ogni battito di ciglia la voglia di rinascita si fa sentire e mi dice che ho bisogno di svestirmi del passato e rivestirmi di futuro. Ho bisogno di viaggiare di nuovo.

La maturità mi ha persuasa del fatto che scoprire sé stessi in viaggio e servirsi del viaggio con la volontà di scoprirsi, siano due lati intimamente connessi e indissolubili. Però hai presente quando torni da un viaggio e hai la sensazione che qualcosa sia cambiata? In realtà io penso non ci sia stato nessun cambiamento, semmai un’evoluzione.

Il concetto dal quale si deve partire é questo: un viaggio nasce da un sogno ma per esistere deve materializzarsi. Uscire dalla tua zona di confort ti permette di vedere quella parte di te che era ancora, volutamente o naturalmente, nascosta.

Il partire in viaggio, quindi da me, mi porta a percorrere distanze, vedere luoghi, conoscere culture, fare amicizia con persone nuove, in un loop infinito di possibilità che non fanno altro che riportarmi a me stessa e a riconciliarmi con la mia natura. Non diversa, ma più matura e consapevole. Proprio come nelle parole di Porchia.

Da quale concetto partire

Proviamo a dare forma alle parole che ho appena scritto, così diventa più semplice attribuire il giusto significato ad un’affermazione un po’ generica ed impalpabile. E riusciamo ad avere anche un concetto dal quale partire.

Ci dicono che si può viaggiare anche da casa, che basti guardare un video, che sia sufficiente leggere un libro o perdersi nei social. E in parte è vero, ma quel momento lì fa parte del sogno, del desiderio, della scoperta.

Il viaggio nasce in testa, sedimenta, sboccia, ma inizia ad esistere veramente solo in quel preciso istante nel quale viene nutrito da tutti i cinque sensi.

Quali sono le 5 azioni da compiere

Nell’istante nel quale i cinque sensi vengono stimolati, immediatamente compiamo 5 azioni automatiche che è bene far diventare consapevoli, per far sì che l’esperienza sia completa ed immersiva:

  • Guardo
  • Assaggio
  • Odo
  • Annuso
  • Sento

E proprio grazie a queste azioni vengo in contatto con la mia essenza. Qui è dove si compie la magia e ritrovo ancora una volta me stessa. Diversa? No. Ma più matura e consapevole di ciò che sono, sì. Ma a patto che ci si prenda del tempo per diventare parte del meccanismo.

Il mio essere introspettiva non mi ha mai ingannata dicendomi che siamo solo anima. Siamo anche corpo e per sentirci completi è necessario che le due parti danzino assieme. Il viaggio interiore è fatto di pensieri, sogni, desideri. Ed è importantissimo. Ma da solo non basta per ritrovare sé stessi. Senza l’azione resterebbe un sogno con una visione di noi stessi senza conferma. Ci avevi mai pensato?

Se vuoi approfondire il concetto del significato di un viaggio immersivo, ti consiglio anche questi 2 articoli:

Slow travel: un’esperienza di viaggio immersiva

Mindfulness in viaggio: 9 azioni per un’esperienza consapevole

Viaggio lento VS Viaggio compulsivo

Tante volte mi viene chiesto: “Ma come fai a vivere un viaggio nella sua profondità se non vedi tutto o se non provi tutto?”.

Veloce come una saetta nella vita e nei pensieri, ho capito che solo calma e consapevolezza potevano fornirmi i “pesi” necessari per riequilibrare “la me” nel suo insieme. E so che è importante trasmettere questa consapevolezza, per questo mi impegno per fornire sempre nuovi spunti, strumenti e suggerimenti affinché chi è alla ricerca di sé possa ritrovarsi attraverso il viaggio.

Viaggi compulsivi, frenetici, con l’obiettivo di vedere e fare più cose possibili senza prendersi il tempo necessario per conoscere veramente luoghi, culture, persone, non possono aiutare a crescere ma possono solo soddisfare la smania di quantità e sensazionalismo che di questi tempi ci stanno rendendo insoddisfatti.

Il viaggio lento è la porta principale che permette di vivere i posti, le persone e le situazioni in prima persona. E soddisfa qualitativamente i bisogni del viaggiatore.

Il mio consiglio

Per me è stato fondamentale questo approccio ai viaggi e ai miei bisogni. Non sono cambiata negli anni, ho solo imparato a leggere me stessa e ad accettarmi come sono. Il mio sentirmi bene in viaggio deriva dalla consapevolezza di ciò che sono e di ciò che devo fare per sentirmi bene. Al di là delle mode, del sensazionalismo e dei sogni indotti dagli stimoli esterni (che non sono affatto pochi!).

Il mio consiglio è quello di non avere troppa fretta perché il mondo è veramente grande e se lo scopri solo in superficie, difficilmente riscoprirai il tuo io autentico, quindi lasciati andare e respira consapevolmente ogni tuo viaggio.

Dove andare per fare un viaggio lento nel quale trovare sé stessi?

Un consiglio non è mai completo senza uno spunto reale, quindi ho pensato di suggerirti una meta lontana, ma non troppo, nella quale è molto facile far questo esercizio di ricerca di sé. Non è necessario andare in Tibet, in qualche monastero orientale né chissà in quale sperduto villaggio dall’altra parte del mondo per ricercare la propria essenza.

Il mio consiglio è fare un viaggio in Danimarca. Se ti stai chiedendo chiedendo perché la Danimarca dovrebbe aiutarti in questa ricerca, forse ti basta sapere che il popolo danese è il più felice al mondo.

Cosa troverai in Danimarca?

  • libertà
  • natura incontaminata
  • tradizione
  • modernità
  • sostenibilità
  • silenzi
  • fiducia negli altri
  • accoglienza
  • colori
  • profumi
  • energia

Insomma, tutto ciò che può stimolare i cinque sensi e lasciare che il “tuo te” venga a galla consapevolmente, regalandoti la gioia di sentirti nel tuo intimo più profondo.

Se vuoi iniziare la tua ricerca interiore con un sogno da trasformare in realtà, non ti resta che sognare dando uno sguardo alle Meraviglie della Danimarca. Sono certa che te ne innamorerai e il tuo prossimo sogno potrebbe ispirarti e spingerti all’avventura proprio in quella meravigliosa terra. 

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