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Viaggio in Islanda self drive

Sommario

Il dettaglio di un viaggio self drive. Un’esperienza da effettuare in completa autonomia con un’auto presa a noleggio direttamente all’aeroporto di Reykjavik, e arrivando sull’isola con le sole prenotazioni degli hotel e dell’auto a noleggio effettuate direttamente in Italia.

Viaggio in Islanda self drive

Uno dei viaggi più belli che abbiamo fatto fino a questo momento, è stato senza dubbio quello in Islanda in inverno. Noi siamo particolarmente affascinati da queste terre del nord estremo e desiderosi di tuffarci nei ghiacci artici, quindi abbiamo optato per visitare questa meravigliosa isola in pieno inverno. Il nostro viaggio è stato molto breve, quindi un piccolo assaggio di quello che questa magnifica terra può offrire, per la quale abbiamo in progetto un ritorno per potervi soggiornare il più a lungo possibile.

Il viaggio, che era previsto dal 14 gennaio al 18 gennaio, purtroppo si è accorciato di un giorno a causa del maltempo che ha impedito all’aereo di atterrare. Questo ci ha costretti a visitare i luoghi che ci eravamo prestabiliti un po’ più velocemente di quanto programmato, per non tralasciarne comunque nessuno.

Giorno 1: Torino-Francoforte-Reykjavik e ritorno obbligato a Francoforte

L’arrivo era previsto all’aeroporto di Reykjavik per le 17,00 del giorno di partenza da Torino con scalo a Francoforte. Il viaggio è andato bene, senza intoppo alcuno, ma all’arrivo sopra l’isola, il pilota non ha potuto atterrare a causa delle forti perturbazioni presenti in quel momento. Siamo dovuti ritornare a Francoforte e passare la notte in hotel offerto da Lufthansa, operatrice del volo.

Giorno 2: Francoforte-Reykjavik-Sudurland

Finalmente siamo riusciti a raggiungere l’isola, questa volta a bordo di un bellissimo aereo della compagna di bandiera islandese Icelandair. L’arrivo nei cieli islandesi è stato magnifico. Vista la stagione siamo riusciti a vedere dall’alto l’immensa coltre di ghiaccio che ricopre questa terra in inverno. Fatto estremamente emozionante.

Al nostro arrivo in aeroporto abbiamo ritirato l’auto prenotata dall’Italia e ci siamo diretti verso il primo luogo di pernottamento, nel Sudurland. Arrivati alla Guesthouse Husid abbiamo anche potuto cenare a base di salmone.

La notte si è rivelata un vero toccasana. Abbiamo riposato nel silenzio più assoluto e sotto ad un cielo coperto di stelle. Ho sperato di vedere un’aurora boreale. Aspettativa totalmente disattesa non solo per la prima notte ma anche per tutte le seguenti purtroppo.

Giorno 3: Sudurland-Gulfoss-Strokkur-Vik

Al mattino ci siamo alzati di buon’ora e fatto una lauta colazione con uova, bacon, pancake, confettura di bacche rosse e formaggio tipico. Pronti per uscire, ci siamo ritrovati nel buio di una mattina invernale islandese. La scarsissima presenza di luce per molte ore, ci ha colti di sorpresa. Un pallido sole con le sembianze di una delle nostre albe più scure, si è levato solo verso le 11 del mattino.

Francamente non ce lo aspettavamo perché avevamo il paragone con la Lapponia, nella quale l’anno prima e più o meno nello stesso periodo, le mattine non ci erano sembrate così scure. E questo è stato il primo elemento di fascino che abbiamo colto su quest’isola.

Nel cielo di colore blu scuro, un manto di stelle con dei riferimenti completamente diversi da quelli conosciuti qui da noi, ha tardato a scomparire, e ci ha accompagnato per un bel po’ mentre abbiamo iniziato il viaggio verso le nostre destinazioni.

In viaggio per la cascata Gulfoss, abbiamo percorso km e km nella neve con una luce del sole giallo pallido che ha iniziato a fare capolino, piuttosto bassa all’orizzonte. Questa sua caratteristica ha creato riflessi sulla neve molto particolari. Arrivati alla cascata, ci siamo trovati di fronte ad uno spettacolo mozzafiato.

Gulfoss, considerata la più bella dell’isola, è una cascata gigantesca con vista panoramica. Il suo nome significa “cascata d’oro”, e il sole che si è riflesso su di lei, le ha realmente regalato dei riflessi dorati. Tutto intorno solo neve e ghiaccio. La vista della cascata con la sua maestosità ha monopolizzato gli sguardi. E al termine dell’escursione, con negli occhi ancora il magnifico scorcio, abbiamo ripreso il cammino sulla strada in direzione Vik.

Durante il tragitto ci siamo fermati nella regione geotermica nei pressi del fiume Hvita. Qui c’è una forte presenza di stagni fangosi, depositi di alghe, acqua che scorre bollente in rigagnoli e un gran numero di geyser. Il più famoso ed ammirato è lo Strokkur, con il suo potente getto di vapore che si fa ammirare ogni 6/8 minuti, uno dei pochi geyser naturali che erutta in modo sistematico e regolare.

La sera, arrivati a Vik famosa per la sua spiaggia nera, ci siamo installati al stayinvik.is hotel molto bello, dotato di ogni confort. Ci siamo recati nel piccolo centro commerciale del paese dove abbiamo cenato egregiamente. Qui ho potuto finalmente assaggiare una zuppa islandese fantastica: la Kjotsupa, la deliziosa zuppa di verdure, spezie, rutabaga e carne di agnello.

La notte anche qui è trascorsa benissimo, nella calma e nel silenzio tipici della zona. Nota di colore: Luca e Gibi hanno acquistato due Lopapeysa identici, magnifici maglioni tradizionali fatti con la lana di pecora islandese.

Giorno 4: Vik-Skogafoss-Seljalandsfoss-Blue Lagoon-Reykjavik

Vik è un villaggio a circa 200 km dalla capitale islandese, famoso soprattutto per la sua straordinaria spiaggia nera dalla quale si possono ammirare i due spuntoni di roccia nelle acque gelide, che secondo la leggenda sarebbero due troll rimasti pietrificati dalla luce del sole. Leggenda a parte, tra il mare, la sabbia nera e il cielo rosa, il paesaggio è mozzafiato.

A Vik è possibile ammirare anche la deliziosa chiesa bianca con il suo tetto rosso. Posizionata su di una collina raggiungibile con un passeggiata, dalla sua posizione il panorama è ancora meglio. Passeggiando tra le vie del villaggio, è possibile scorgere le abitazioni tradizionali, la scuola con i bambini, i ponti, le naturali bellezze del posto e nei dintorni sono possibili molte passeggiate nella natura.

Partiti per raggiungere in serata la capitale, ci siamo goduti la bella strada che ci ha diretti verso la cascata Skogafoss, che nasce dal ghiacciaio Eyjafjallajokull. E’ una cascata meravigliosa, molto fotografata, con una caduta di 60 metri. Una ripida scalinata composta da 700 gradini in ferro e legno, permette di salire fino dove l’acqua inizia il suo salto, e da qui si può ammirare il movimentato corso delle acque che provengono dal ghiacciaio. E il ghiacciaio in lontananza.

Ripreso il viaggio, dopo soli 30 km siamo giunti ad un’altra meravigliosa cascata, Seljalandsfoss, facilmente visibile dalla strada principale. Per raggiungerla è bastato percorrere un sentiero ben accessibile a tutti che ha permesso di visionare la cascata da molte angolazioni. Lo stupore è stato assicurato, ma essendo inverno sia io che Gibi come la maggior parte dei visitatori, siamo scivolati come da rito sul ghiaccio più di una volta.

A questo punto ci siamo incamminati direttamente verso Reykjavik e la Blue Lagoon la famosa piscina geotermale per una bella sosta rilassante alle terme.

Pernottamento al Foss Hotel fino al giorno successivo, momento della partenza per il ritorno a casa. Quest’ultima sera ci è servita per fare un piccolo tour della capitale.

Giorno 5: Reykjavik-Francoforte-Torino

Al mattino abbiamo ancora avuto il tempo per gironzolare un po’ per Reykjavik. Abbiamo poi restituito la macchina noleggiata e siamo ritornati in Italia. Noi a Reykjavik siamo stati solo un giorno ma siamo riusciti a visitarla un pochino. A questo link troverai i nostri consigli.

Per far durare la magia

Il nostro consiglio è senza dubbio quello di prevedere una visita in Islanda nel periodo invernale perché l’emozione di vivere così intensamente in mezzo alla neve e al ghiaccio è impagabile.

Se come a noi vi piace essere autonomi, noleggiare l’auto è la soluzione migliore. Tenete conto che le auto sono praticamente tutte 4×4 e in inverno hanno le ruote chiodate.

La guida è stata facile e senza alcun intoppo anche nella neve alta, sul ghiaccio e su strade secondarie.

Inoltre sarebbe meglio prevedere un tempo di soggiorno più lungo. I tempi nostri sono stati veramente un po’ ristretti.

Mettere sempre in conto qualche intoppo, visto le condizioni climatiche un po’ estreme possibili in questi periodi.

Non dimenticare che l’Islanda è mediamente un’isola cara un po’ sotto tutti i punti di vista, a partire dal volo, al soggiorno fino al costo della vita.

Da non perdere i bellissimi cavallini islandesi, razza indigena e di piccole dimensioni.

Interessante ricordare che su tutta l’isola si può pagare con la moneta elettronica anche per importi piccolissimi, quindi si può vivere tranquillamente senza contanti: giusto per fare un esempio, nel sito della cascata Gulfoss, per recarsi alla toilette si paga esclusivamente con carta di credito o similari.

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