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Cena romantica in Piemonte: ristorante Donna Selvatica a Neive

Sommario

Se vuoi goderti una cena romantica in Piemonte, la scelta giusta è nelle Langhe. Ti consiglio un ristorante panoramico fantastico, dalla cui terrazza puoi ammirare le colline Patrimonio UNESCO sorseggiando un calice di Alta Langa.

Cena romantica in Piemonte

Nel corso di uno dei nostri giri langaroli Gibi ed io siamo stati a cena al ristorante panoramico Donna Selvatica della Locanda Borgo Vecchio di Neive, per una ricercata proposta enogastronomica a seguito della quale abbiamo anche pernottato. Il suo singolare nome ho scoperto essere un omaggio alla figura della donna contadina langarola del passato, bella, misteriosa, amante della natura ma soprattutto libera.

Vista la location e il territorio circostante, da buona piemontese mi sono recata a cena piena di aspettative. Che non sono state affatto deluse! Ecco infatti il panorama che abbiamo goduto durante la cena in terrazza. Passare anche solo 2 giorni nelle Langhe è meraviglia allo stato puro!

Nelle stagioni calde il momento ideale per mangiare in questo posto è sicuramente a cena e sulla terrazza panoramica dalla quale si può godere dello stupendo paesaggio che, al calar del sole, si esalta grazie ad un cielo che si tinge di tutte le gradazioni del rosa.

Ma anche l’interno è molto accogliente e ben curato. Io che sono sempre alla ricerca di particolarità, ho apprezzato molto la vetrina illuminata con le grappe speciali Donna Selvatica.

Cena romantica in Piemonte con prodotti d’eccellenza

In attesa di capire cosa ordinare, ci è stata servita l’acqua con una piccola entrée di burro locale salato, grissini autoprodotti e nocciole tonde IGP belle, tonde, grosse e dal gusto inconfondibile.

La scelta del vino da aperitivo è stata unanime: ottimo Alta Langa Spumante Metodo Classico 100% pinot nero del quale ho raccontato nell’articolo Degustazione di bollicine nelle Langhe al Castello di Neive. Da non perdere per chi ama le bollicine!

Come antipasto io ho ordinato il vitello tonnato rivisitato, fatto con magatello cotto con due diverse tecniche e a bassa temperatura, accompagnato da due salse tonnate una originale e l’altra più corposa e decisa; Gibi un tris composto da carne cruda al coltello, magatello cotto a bassa temperatura con salsa tonnata e cubetto di tonno scottato. Tutte carni eccezionali, soprattutto quella battuta al coltello che qui è di casa e salse buone anche se non eccezionali. Molto ben cotto anche il tonno. Presentazione, come potete ben vedere, curatissima.

Gibi ha poi mangiato i classici tajarin al ragù bianco spolverati di Parmigiano Reggiano maturato 40 mesi mentre io mi sono lanciata su un bel secondo di carne di filetto di maiale al Vermouth rosso accompagnato da fichi bianchi. Anche qui ragù ottimo e molto saporito, carne buona e cotta bene, il gusto della salsina non troppo deciso ma comunque particolare. Tra una portata e l’altra ci sono stati serviti degli stuzzichini tra i quali una deliziosa tartare di tonno con riduzione all’aceto balsamico.

Lo spumante è risultato così fresco ed invitante che lo abbiamo bevuto per tutta la cena. E qui gli esperti insorgeranno e, a ragione, mi diranno che forse l’abbinamento vini/piatti doveva essere diverso: vi chiedo venia, ma a sto giro è andata così!

I dolci

Per quanto riguarda i dolci, beh, che dire: spettacolari dal punto di vista del confezionamento e della presentazione; a mio parere magari un po’ difficili da “gestire” mentre li mangi, in quanto molto elaborati, ma assolutamente buoni e ricchi. Soprattutto l’uovo al cioccolato fondente che racchiude una mousse di zuppa inglese. Io mi sono fatta tentare da un tiramisù rivisitato con mousse di mascarpone e raviolo liquido al caffè come copertura: una vera goduria.

Langhe: territorio di esperienze enogastronomiche uniche

Non si può dire che sia stata una cena economica, ma direi che il conto è stato appropriato e in linea perfetta con il cibo mangiato e il servizio ricevuto.

Le materie prime impiegate ottime, locali, ben cucinate, quantità adeguate, chef con una buona fantasia, cantina molto varia quindi per tutti i palati, ottimo vino e dolci vere e proprie opere d’arte.

Oltre al cibo abbiamo apprezzato molto la cura verso il cliente e verso i dettagli, così come gli spazi esterni e la pulizia.

L’esperienza vale la pena? Direi proprio di sì, soprattutto se si riesce a mangiare all’esterno. Da ripetere? Ovvio! Credo che anche una cena o un pranzo all’interno del ristorante siano un’ottima scelta. Io ci ritornerò per provare le altre specialità: chiaramente i menù cambiano seguendo la stagionalità quindi spero in una prossima visita per assaggiare qualche piatto con il tartufo!

Io sto tenendo d’occhio il loro sito internet, e ho piacevolmente scoperto che in attesa di riaprire, tutto lo staff si sta aggiornando e formando per migliorare ancora l’offerta: quindi direi una garanzia per farci un salto.

E comunque il consiglio finale è quello di pensare di spendere due giorni in zona, magari dormendo nella loro locanda di charme. Per chi ama mangiare in maniera un po’ meno sofisticata, si può sempre provare la loro osteria, situata a pochi passi e nei pressi della piazza centrale vicino al municipio. E comunque tutta la zona è ricca di locali che offrono proposte gastronomiche eccezionali.

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